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martedì 7 settembre 2010 ..:: Dove siamo » PROGETTO BUONE PRATICHE ::.. Registrazione  Login
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RISULTATI DEL PROGETTO BUONE PRATICHE REALIZZATO NELL'A.S. 2008/2009

PROGETTO REGIONALE

 

RAFFORZAMENTO E QUALIFICAZIONE

DELL’OFFERTA FORMATIVA SCOLASTICA

 

 

QP2 “BUONE PRATICHE”

 

 

 

 

RELAZIONE FINALE

 

 

 

 

 

 

 

 

Il gruppo di lavoro  

 

Prof. Francesco Casella

 

Prof.ssa Maria De Carlo

 

Prof.ssa Mariella Giacummo

 

Prof. Michele Ramunno

 

Operando in un sistema scolastico che, almeno nella Scuola Secondaria Superiore, non prevede né obblighi, né incentivi atti a spingere  i docenti a lasciare traccia di processi, sistemi ed esperienze, è stato impossibile ricercare nei documenti ufficiali (registri personali e di classe, programmazioni e programmi, relazioni finali) ciò che in essi non può esserci: per loro natura e funzione tali documenti si riferiscono a situazioni ritenute uniche ed irripetibili, legati a vicende “concluse e perfette” nell’arco di un anno scolastico anche e soprattutto per la considerazione che gli allievi sono soggetti attivi e quindi in evoluzione e sempre nuovi e diversi.

Le buone pratiche didattiche, insomma, restano esperienze di successo “individuali”, gelosamente custodite nella “ esperienza” stratificata dei  singoli docenti.

Di conseguenza la ricerca delle buone pratiche e esperienze, si è dovuta indirizzare verso le attività extracurriculari che, per la loro natura di progetti, prevedendo e imponendo un iter operativo anche documentato (stesura/proposta del progetto, approvazione/finanziamenti, attuazione/documentazione, relazione/valutazione) possono essere oggetto di analisi e di catalogazione.

L’ambito di riferimento del presente lavoro tende pertanto ad individuare “le buone pratiche delle iniziative complementari e/o integrative dell’istruzione scolastica”.

Il team di lavoro – costituito dai docenti: Franco Casella, Maria De Carlo, Michele Ramunno e Mariella Giacummo – ha trovato piena sintonia nella collaborazione e stesura di tutto il piano sul Progetto “Buone Pratiche”.

Da subito gli incontri sono stati caratterizzati dalla volontà di voler individuare e “conservare per trasmettere” le buone pratiche. In effetti, ogni progetto o metodologia riconosciuti vincenti dagli operatori, dagli utenti o da osservatori esterni ( es. valutatori) rispetto ad una situazione problematica da superare o ad uno scopo di miglioramento da raggiungere, possono essere materiale importante da trasmettere per il raggiungimento del successo formativo degli studenti.

Abbiamo individuato, dopo ampia analisi, almeno sei requisiti generali che caratterizzano l’esperienza di una Buona Pratica:

·        Misurabilità: quantificare l’impatto dell'iniziativa.

·        Innovatività: produrre soluzioni nuove e creative dal punto di vista degli operatori/utenti.

·        Riproducibilità: possibilità di trasferimento.

·        Valore aggiunto: possibilità di cambiamenti.

·        Sostenibilità: attitudine a fondarsi sulle risorse esistenti o capacità di generare nuove risorse.

·        Coinvolgimento: mettere in moto le risorse tecniche, culturali, umane di coloro che vi partecipano.

 

Quindi, i criteri di qualità validi per ogni tipo di intervento socio-educativo sono:

- Contestualità: ponendo attenzione al contesto di riferimento (bisogni, condizioni e risorse).

- Coerenza ed efficacia: coerenza tra obiettivi e azioni.

- Efficienza: risorse, costi, benefici.

- Soddisfazione.

- Riproducibilità.

 

Il team di lavoro dopo aver bene individuato le caratteristiche di una buona pratica ha cercato di rilevare gli scopi delle stesse. In primo luogo si è ritenuto fondamentale l’obiettivo di migliorare la realtà dei servizi/scuola che sovente è soggetta a non poche problematiche: si fa molto; si documenta poco; si combina sapere pratico e teoria senza una linea precisa con poca consapevolezza; si valutano poco i risultati; gelosia e invidia professionale e individualismo professionale.

Pertanto scopo principale delle Buone Pratiche diventa:

- Diffondere le esperienze positive all’interno dalla scuola costituendo un archivio consultabile.

- Diffondere le esperienze positive in diversi Istituti scolastici creando le condizioni per il riconoscimento e la certificazione delle competenze acquisite.

 - Aiutare le autorità a migliorare le opportunità educative per i giovani in età scolastica.

 

Al team è risultato necessario, sempre per raggiungere gli obiettivi preposti, parlare un unico linguaggio comprensibile a tutti gli addetti ai lavori, effettuare attività di confronto tra vari Istituti, concentrarsi sugli aspetti essenziali e più significativi delle esperienze di studio nonché sulla trasferibilità delle esperienze.

Prima di costruire il catalogo delle Buone Pratiche è stato importante mettere a punto gli strumenti di lavoro per documentare l’attività progettale quali il registro delle attività, delle presenze, della divulgazione dei risultati e il registro per il rapporto di valutazione finale, nonché la presente relazione.

Un approccio metodologico il nostro teso a voler individuare criteri per l’analisi critica delle esperienze, a progettare strumenti standard per la catalogazione, a strutturare il catalogo delle esperienze, a progettare strumenti di valutazione delle esperienze e a fornire linee guida per la progettazione e gestione di nuove iniziative nell’ottica delle buone pratiche.

Si è inteso altresì individuare un’area di indagine e di studio più limitata e mettere a punto una metodologia sperimentale che fosse funzionale per la valutazione delle esperienze pregresse e supportare ed orientare la progettazione di nuove iniziative e fornire strumenti e metodi per il controllo e la gestione.

Il lavoro man mano si è fatto più intenso e si è passati alla progettazione degli strumenti di indagine conoscitiva, alla progettazione del format per l’analisi critica delle esperienze, alla selezione delle esperienze su cui sperimentare la metodologia, all’analisi critica delle esperienze su base documentale, alla stesura di una griglia di catalogazione ed archiviazione nel data-base informatico e infine alla progettazione della griglia di valutazione per l’attribuzione di un punteggio.

Attività queste supportate dalla figura di un esperto di progettazione e valutazione.

Dopo ampio lavoro il team ha prodotto format di catalogazione delle esperienze; metodologia di analisi delle esperienze; griglia di valutazione e catalogo delle buone pratiche.

A proposito della catalogazione i passi sono stati i seguenti: analisi di un’esperienza documentata; descrizione dei ruoli agiti e delle loro funzioni; analisi del contesto (anche fisico), nonché documentazione delle pratiche e dei contenuti trasmessi.

 Per quanto riguarda la valutazione, gli indicatori di una esperienza sono stati individuati nell’esistenza di un ampio coinvolgimento della realtà scolastica, in una rete che colloca il progetto nel territorio e attiva una sinergia di risorse, nell’esplicitazione chiara degli obiettivi, degli strumenti, delle risorse messe in campo, nell’attenzione all’incremento di competenze e alla professionalizzazione degli insegnanti e dei diversi soggetti coinvolti, nello sviluppo di innovazione didattica e metodologica e infine nella produzione di documentazione adeguata e di condizioni di riproducibilità dell'esperienza.

 

E' possibile visualizzare il lavoro svolto sui seguenti progetti:

PROGETTO ACCOGLIENZA

 

GRIGLIA VALUTAZIONE ACCOGLIENZA

 

PROGETTO ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

 

GRIGLIA VALUTAZIONE SCUOLA LAVORO

 

PROGETTO ECO-SCHOOLS

 

GRIGLIA VALUTAZIONE ECO-SCHOOLS

 

 

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